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Alla vigilia della presentazione del Comitato Scientifico di Expo 2015 che si terrà lunedì 23 novembre a Palazzo Giureconsulti a Milano, abbiamo incontrato presso la nuova sede di Piazza Duomo 14, Adriano Gasperi, segretario del Comitato Scientifico.
Dott. Gasperi, quand’è incominciata la sua avventura con Expo 2015?
Nell’estate del 2006, quando ho ricevuto una telefonata del Prof. Roberto Schmid, che era stato chiamato dal sindaco Letizia Moratti a presiedere il Comitato Scientifico di Expo. Me ne stavo tranquillo in vacanza a Tunisi e mi ha detto: “Vuoi sognare con me?”. Per uno come me che ha la “sindrome di Ulisse” è stato facile accettare.
L’Esposizione Universale di Milano è la prima che si avvale di un Comitato Scientifico. Qual’è il suo ruolo?
Durante la fase di candidatura, il Comitato Scientifico composto da una trentina di membri di fama nazionale e internazionale si è occupato di definire le linee strategiche del tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, sviluppando i sette sottotemi. Si è impegnato quindi a promuovere all’estero il progetto sotto la guida del Premio Nobel Amartya Sen. Nell’attuale fase organizzativa che ci separa dal 2015, il Comitato dovrà da un lato occuparsi di preparare il dibattito che si farà nel corso dei sei mesi dell’Esposizione Universale e dall’altro collaborare con la Direzione Sviluppo del Tema per definire la linea editoriale nella quale trasferire il tema e i sette sottotemi.
Quali sono quindi le azioni che il Comitato Scientifico intende attuare per coinvolgere la comunità scientifica internazionale?
Stiamo lavorando per organizzare sei convegni mondiali che si svolgeranno da qui al 2015. Il primo si terrà nel mese di aprile prossimo sul tema della sicurezza alimentare. L’intento è di agevolare in questi anni il dibattito scientifico sui temi legati all’Expo per arrivare nel 2015 a fare dell’Esposizione milanese la sede per eccellenza della divulgazione scientifica.
Quali sono le maggiori difficoltà che intravede nella sua attività?
Da un lato in Italia manchiamo un po’ di quello che gli americani chiamano “tecnology foresight”. Pertanto non sarà immediato pensare oggi a progetti ed eventi che nel 2015 siano sempre all’avanguardia. Abbiamo poi da lavorare molto per fidelizzare il maggior numero di persone in questo grande progetto, assicurandoci fin da subito il più alto numero di visitatori.