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Svizzera Italiana e Nord Italia: rapporti sempre più stretti

lombardia-canton-ticnoIncontro con Patrizia Pesenti, Consigliera di Stato ticinese.

Intervista sull’impatto della globalizzazione sulla Svizzera e sul Ticino alla Consigliera di Stato ticinese, Patrizia Pesenti. Tra le tematiche, i rapporti sempre più stretti tra la Svizzera italiana e il Nord Italia.  Il Canton Ticino è, per certi versi, il baricentro della Svizzera: quando le sue peculiarità divengono male o poco conosciute in ambito confederale elvetico, quando, insomma, la sua identità italofona e italica non trova adeguato riscontro e risposta a Berna, Zurigo, Ginevra e Basilea, anche la confederalità (attenzione alle minoranze, tolleranza, pluriculturalismo) elvetica perde in velocità. Crede che l’attenzione alla “terza Svizzera” stia scemando con l’avvento di un “confederalismo di competizione” (ognuno per sé, ciascuna parte della Svizzera deve procurarsi autonomamente le sue opportunità) quale sembra profilarsi nelle cittadelle del potere economico svizzero?

 ”Il rischio è concreto ed è facilmente verificabile con i recenti episodi che hanno toccato in Ticino le ex Regie federali, in particolare Posta e Ferrovie. La ‘terza Svizzera’ è anche Svizzera periferica ed i nuovi criteri fortemente aziendali di strutture votate al servizio pubblico rischiano di penalizzarla. Lo abbiamo visto con progetti come Rema, con la chiusura di molti uffici postali, con il prospettato smantellamento delle Officine Cargo di Bellinzona. Il Ticino non si oppone certo alla competitività (anzi, in quella fiscale per esempio è il più competitivo della Confederazione assieme a Zugo e Svitto), ma si oppone a politiche di squilibrio sociale e territoriale ed a dinamiche economiche che si concentrino esclusivamente sull’Altipiano e sulle aree più urbanizzate. Il successo della Svizzera si è costruito sull’equilibrio, sulla mutualità e sulla complementarità regionali, se vogliamo anche sul fatto che i grandi capitani d’industria svizzeri avevano ben saldo il senso della nazione che mettevano sullo stesso piano del successo aziendale. È di questo equilibrio e di questa consapevolezza che abbiamo ancora bisogno, pur nell’era della globalizzazione“.  La globalizzazione crea vantaggi ed esige costi. L’invidiabile sistema politico svizzero tiene insieme una “Willensnation” la cui parte meridionale, il Ticino, guarda però a Sud da un punto di vista economico e di relazioni culturali. Quali sono, a quest’oggi, le relazioni positive e con un futuro fra il Ticino e il Nord Italia, in specie con la Lombardia che ruota attorno al decimo nodo globale mondiale, Milano, in vista dell’importante accelerazione che esso subirà in occasione di Expo 2015? È naturale che il Ticino, per tradizione di lingua e cultura, guardi a Sud. Del resto la nostra economia è da secoli strettamente legata a quella italiana, lombarda in particolare e non a caso da tempo è stata istituita la Regio Insubrica che stimola i rapporti economici e culturali nell’area prealpina italosvizzera. Gli accordi bilaterali con l’Unione Europea hanno impresso una spinta propulsiva alle relazioni economiche anche se a mio parere sussiste ancora uno squilibrio nell’accesso alle opportunità di lavoro offerte al di qua ed al di là della frontiera. Nel senso che per un operatore ticinese è più difficile accedere ad un appalto nell’area lombarda a causa dell’iter burocratico assai più complesso e lungo, per cui spero che in futuro questa par condicio oggi latitante veda la luce. Per l’importante Expo 2015 di Milano il Ticino (e la città di Lugano in particolare) sta già studiando come parteciparvi e come coglierne le maggiori opportunità attraverso sinergie con Lombardia e Milano. Expo 2015 avrà senz’altro un riverbero importante sul nostro cantone. Mi piace poi ricordare come in Svizzera stia prendendo corpo un’altra importante Esposizione, quella legata all’apertura della galleria ferroviaria di base del San Gottardo, la più lunga al mondo, che si vorrebbe sottolineare degnamente, possibilmente anche assieme a Lombardia ed Italia, nel 2020″. Ritiene che la Regio Insubrica possa diventare, in avvicinamento a Milano Expo 2015, un vero e proprio punto di riferimento turistico e culturale per la metropoli lombarda? Che ruolo può svolgere il Ticino, la “parte svizzera” della Regio, nell’ambito di importanti reciprocità regionali transfrontaliere, come potrebbe essere ad esempio la sanità? Per la prima parte della domanda ho risposto in precedenza: certamente la Regio Insubrica assolverà un importante ruolo e l’attrattiva della nostra regione andrà promossa opportunamente. Per la seconda parte, già oggi vi sono importanti sinergie fra i settori sanitari ticinese e lombardo (Como e Varese). Le principali decisioni in materia di strategia e politica sanitaria sono tuttavia appannaggio della Confederazione, la quale  sta però aprendosi a nuove soluzioni; ad esempio nella regione di Basilea è possibile scegliere di far capo ad ospedali della vicina Germania mantenendo la copertura sanitaria e viceversa. Soluzioni analoghe potrebbero venir sperimentate anche nel sud della nostra nazione. In ogni ambito della politica a mio avviso l’importante è innovare e cercare sempre nuove strade nell’interesse dei cittadini“.

 http://www.newsitaliapress.it/pages/dettaglio.php?id_lnk=10_725

 

 

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